Ghost Writing: un lavoro di moltezza- Alessia Longo via SoPress

Quello del ghost writer è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo. Ecco, ‘qualcuno’.
Perché proprio io, che ho passato elementari, medie e superiori a lanciare occhiatacce a chi osava anche solo sbirciare il mio foglio? Ma andiamo per gradi, perché magari tu, ignaro lettore, non sai chi sia questo losco individuo e cosa faccia per vivere.

Chi è il Ghost Writer e Cosa Fa Online

‘Ghost writer’ in italiano significa ‘scrittore fantasma’ e già la definizione è tutta un programma!
Trattasi di persona mediamente istruita, capace di scrivere bene, che vende ciò che produce a qualcuno che lo spaccerà per suo. “Che cosa vile, i suoi committenti sono in pratica i bugiardi del web!” Penserai, sbagliando almeno in parte.
Le ragioni per cui ci si rivolge a un professionista della scrittura, per il web nel mio caso, sono tante. In generale, ho imparato a diffidare dal professionista plurimpegnato, che dichiara di non aver tempo per buttar giù quel particolare articolo. Coltivando, invece, l’azienda che mi affida il suo blog perché mi considera parte della squadra. Semplificando, quindi, esistono due tipi di clienti: le aziende e i privati.

Ghost Writing: Lavorare per Aziende

Scrivere per un’azienda è stimolante e lusinghiero per certi versi, perché hai l’onore (e l’onere) di essere la voce ufficiale del brand, di cui ti senti parte integrante. Sei a tutti gli effetti un membro del team. La tua penna è al servizio del cliente, dovrai scrivere ciò che gli occorre, adattandoti a varie forme di scrittura. Le regole cambiano in base alla destinazione d’uso e al canale che veicolerà il tuo prodotto. Io, ad esempio, lavorando online ho sperimentato finora almeno due tipi di ghost writing ovvero per siti web e per blog aziendali.

Nel primo caso, ci si occupa della redazione dei contenuti del sito di un’azienda, decidendo cosa scrivere nelle varie sezioni (Home, Chi Siamo, Servizi, Contatti). Si lavora su un’intervista fatta al cliente (brief) e si cerca di ottimizzare i testi per la ricerca sul web, scrivendo in ottica SEO (Search Engine Optimization). Non scenderò nei dettagli, ma ti basti sapere che non è un semplice copia-incolla di informazioni generiche: c’è tanto lavoro dietro.
Altra cosa è il ghost writing per blog aziendali in cui si redige il piano editoriale sulla base degli interessi del pubblico di riferimento e si scrivono gli articoli, ancora una volta perché vengano pescati sul web.

Io Sono Te: il Ghost Writing per Privati

Se scrivere per un brand può essere stimolante e soddisfacente, scrivere per qualcuno è avvilente e contro natura. 

Perché mai, infatti, dovresti spacciare per tuo qualcosa che è frutto della mia fatica? Come faccio a stabilire qual è il prezzo giusto per cederti un po’ della mia personalità? A meno che tu non mi stia ingaggiando per scrivere la lista della spesa o un manuale di istruzioni per la lavatrice…

Scrivere è un atto automatico, sappiamo farlo tutti. Scrivere bene è un po’ più complicato ed è qui che a mio avviso dovrebbe entrare in gioco il ghost writer, rieditando il testo per renderlo chiaro, scorrevole e a prova di Google. Purtroppo, non tutti i professionisti hanno la sensibilità di riconoscere il lavoro dietro un semplice testo e non tutti i ghost writer possono permettersi di rifiutare un ingaggio.

Ghost Writing: un Lavoro di Moltezza

Sì, il ghost writing è un lavoro a tutti gli effetti ed è regolamentato (o almeno dovrebbe esserlo) dal Contratto di Cessione dei Diritti d’Autore attraverso il quale lo scrittore vende al committente la sua opera intellettuale, rinunciando ai suoi diritti su essa.  Attenzione, però, “regolamentato non “tutelato” perché legalmente non è un contratto vero e proprio.
Del resto, noi attori della parola siamo versatili, non sapremmo che farcene!
Rubando le parole a Tim Burton (tanto per restare in tema di furti legittimati) la versatilità è la moltezza dei ghost writer, senza un vero contratto siamo tutti più moltosi!

Da moltosa ti chiedo: cosa ne pensi di tutta questa faccenda? Il mestiere del ghost writer ti sembra gioiglorioso (altro furto, ormai ci ho preso la mano)? Cosa pensi di chi ingaggia qualcuno per scrivere al suo posto? Discutiamone, lasciami un commento!

Ghost Writer: dove vai se la moltezza non ce l’hai?
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2 pensieri su “Ghost Writer: dove vai se la moltezza non ce l’hai?

  • 17 dicembre 2017 alle 16:31
    Permalink

    Bel post! 😃
    Come hai detto tu, quello del ghost writer è uno sporco lavoro. La parte più difficile, secondo me, è dover frenare il proprio ego che cerca di uscire fuori ad ogni paragrafo, tenere a mente l’obiettivo del cliente e dimenticare le proprie velleità artistiche. Sigh. Chi può permettersi un bravo ghost writer ha solo da guadagnarci. Però ben venga. 😉

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    • 18 dicembre 2017 alle 9:52
      Permalink

      Grazie Laura! 🙂 Come avrai capito dal carattere del mio post, le mie sono più riflessioni che verità assolute. Sto ancora cercando di capire bene e non posso che chiedermi quanto di realmente “ghost” ci sia in quello che scrivo. Secondo me, molto poco. Mi piace pensare al ghost writer come a un attore della parola e l’attore, quello bravo, riesce ad annullarsi completamente diventando qualcun altro ma mette sempre qualcosa di suo. È inevitabile. Quindi, ok tenere a mente l’obiettivo del cliente ma con quelle che tu chiami “velleità artistiche” come la mettiamo? È la tua “moltezza” perché rinunciarci? È ciò che rende la Ghost Laura diversa dalla Ghost Alessia. Forse, sono più blogger che ghost e azzardo dicendo che lo sei anche tu 😉

      Rispondi

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